ORARIO DEFINITIVO 2020/2021

ORARIO DEFINITIVO 2020/2021
ORARIO DEFINITIVO 2020/2021

lunedì 14 gennaio 2019

ZINE: EDITORIA AUTOPRODOTTA (classi seconde a.s. 2018-19)

"A small magazine that is produced cheaply by one person or a smallgroup of people, and is about a subject they are interested in"

Partendo da un foglio di carta formato A4 oppure A3, debitamente piegato e con un unico taglio, si ottiene un piccola rivista (maga-zine) di 8 pagine, nella sua versione più semplice, che può essere riprodotta in molte copie utilizzando la macchina fotocopiatrice.
Lo Zine può essere anche una copia unica, nel caso lo utilizzi come idea per un biglietto d'auguri. 

Come si realizza??
Alcuni suggerimenti ...

SCHEMA http://www.puramentesally.com/2017/08/come-fare-uno-zine/

Qua si seguito il link ad un software per la creazione di e-zine, ovvero magazine virtuali in rete, è gratuito e molto utile per poter fare delle prove FLIPSNACK





sabato 20 ottobre 2018

DALLE ROSE NELL'INSALATA ALLE TEXTURE

"Rose nell'insalata" è un libro di Bruno munari, in cui lui gioca con gli ortaggi, tagliandoli a metà e immergendoli nel colore: è così che dall'insalata nascono le rose, dai cavoli gli alberi e dai pomodori i fiori.
Noi abbiamo seguito le istruzioni di Munari e realizzato le nostre composizioni!
Poi ci siamo divisi in gruppi ed abbiamo scelto le forme più interessanti e composto una "serie" e con questa serie definito una matrice e la regola di ripetizione per definire una texture.




 


venerdì 5 ottobre 2018

REALIZZANDO UN SEGNANOME (classi 1F, 1G)

Come realizzare un segnanome personalizzato per far imparare i nomi della classe ai professori.
Occorrente:

- foglio formato 24x33 F2 oppure F4, liscio
- foglio per realizzare schizzi dell'idea
- colla stick
- lapis HB o 2H
- gomma
- forbici
- matite colorate
- pennarelli
- righello
- squadra
- creatività!

Procedimento:

- piegare il foglio a metà, riaprirlo e poi piegarlo di nuovo in quattro parti uguali;

- stendere il foglio sul banco e prendere in considerazione le due
 parti centrali; 

- usare l'altro foglio per disegnare l'idea per rappresentare il proprio nome, considerando lo spazio a disposizione, scegliere il carattere ed i dettagli; 

- eseguire a lapis quanto pensato sul foglio bianco;

- colorare e decorare tutto!

- procedere tagliando la parte che deve diventar
" tridimensionale" facendo attenzione a non ritagliarla del tutto;

- sovrapporre le due parti agli estremi incollandole l'una sull'altra in modo da realizzare la base del segnanome;

- mettere il segnanome sul banco e 
VEDERE L'EFFETTO CHE FA!  

mercoledì 25 aprile 2018

LE MATERIE PLASTICHE (CLASSI PRIME)

In antichità gli uomini modellavano materiali come argilla e creta per ottenere degli oggetti rigidi ad uso domestico o con un valore estetico. Un materiale è plastico, quando mantiene la forma che gli viene impressa.  In Natura , creta e argilla a parte, esistono tanti materiali plastici, dalla cera all'ambra, alla gomma arabica. Adesso quello che chiamiamo Plastica è un materiale colorato, leggero e senza il quale adesso non riusciremmo ad immaginare la nostra vita. Ma quando è nata la plastica?
Attorno al 1860, il gioco del biliardo era diventato una vera e propria moda. Le palline erano fatte d'avorio, materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti e la cui produzione costava tantissimo e si uccidevano dei poveri elefanti. Così nel 1863, una fabbrica di New York offrì 10mila dollari a chi avesse inventato un materiale economico per sostituire l'avorio. 
Nel 1869, il tipografo John Hyat inventò la celluloide il materiale usato, da allora in poi, per creare pettini, dentiere, manici di spazzole e tanti altri oggetti comuni. 
La celluloide è stata la prima sostanza plastica artificiale ed è fatta di canfora (una cera che si trova in natura) azoto e cellulosa. Con la celluloide si fanno anche le pellicole per i film.
Per ottenere la prima plastica sintetica, ossia ottenuta senza usare sostanze naturali (come nella celluloide, vedi sopra), bisogna aspettare il 1909. 
Il chimico belga-americano Leo Baekeland riuscì a creare la bachelite, una sostanza composta da fenolo e formaldeide che si modellava con il calore e che, una volta raffreddata, non poteva più cambiare forma, neanche riscaldandola nuovamente. Si trattava della prima plastica termoindurente (che cioè diventa dura con il calore). Oggi è ancora usata oggi in vari oggetti: dai manici delle pentole agli interruttori, fino ai componenti delle auto.
Bisogna però aspettare fino  agli  anni '30 per arrivare all'invenzione del plexiglass, che imita il vetro e fu inventato nei laboratori tedeschi, deriva dal petrolio e, in seguito alla sua invenzione, arrivarono due altri tipi di plastica di successo: il PVC e il poliuretano. 

Nel 1933 in Inghilterra si inventa il polietilene (hai presente la "pellicola" per proteggere i cibi?). 
Nel 1938 in America nasce il nylon, la fibra sintetica usata per i tessuti e finalmente non c'è più bisogno di usare reggi calzini e reggi calze.


Nel 1954 l'italiano Giulio Natta inventa il "moplen", la plastica ancora oggi usata per vasche e vaschette, anche alimentari. Per questa invenzione, nel 1963 Natta ha ricevuto il premio Nobel.




Approfondisci guardando il video " La nascita della plastica"

domenica 15 aprile 2018

PROGETTARE UNA SEDIA (per esercitazione classi terze)


Cosa è una sedia? Possiamo definirla come  un piano di appoggio, per il corpo umano, che viene sostenuto da gambe o piedi e che può avere o non un sostegno per le braccia e per la schiena.
Nei secoli la sedia si è sempre più evoluta  nel rispetto del corpo umano per confort e salute grazie allo studio dell'ergonomia che tiene in considerazione l'antropometria e gli studi delle misure del corpo umano dell'iomo e della donna e delle diverse fasi di crescita. 
Inoltre, ha assunto un ruolo importantissimo nella storia dell'uomo  come simbolo legato al potere .

I primi esempi di quelle che potremmo definire le “antenate” della sedia moderna sono stati trovati in Egitto presso una tomba della Valle dei Re o raffigurate nei più antichi monumenti di Ninive, capitale dell’Assiria. Si trattava, nel caso degli egizi, di sedili realizzati con materiali pregiati tipo ebano e avorio e decorati ai piedi con raffigurazioni di animali o schiavi. Strutture molto decorate.
Per individuarne un USO COMUNE però, dobbiamo riferirci al Rinascimento, perché solo ad iniziare da questo periodo ci sono pervenute testimonianze in tal senso. Precedentemente, per il POPOLO, abbiamo testimonianze nell'uso di casse, banchi, sgabelli ed addirittura di semplici posture su pavimenti o stuoie nei paesi d'Oriente, la sedia era privilegio di pochi eletti. In Europa agli inizi del quattrocento: era caratterizzata da quattro gambe incrociate, uno schienale intagliato e una base per la seduta. Si trattava di una struttura probabilmente derivante dalla fusione della sedia romana 'Sella Curulis' e della sedia da campo araba, dunque un incontro di due lontane civiltà. 

Progettare una sedia  comporta molta cura nella progettazione e  attenzione a vari requisiti, per far sì che sia il più utile possibili quindi comoda, oltre che bella.

I numeri da conoscere per la realizzazione di una buona sedia sono altezza della seduta, che deve essere funzionale anche all'altezza del tavolo con il quale utilizzare la sedia, e la sua larghezza;  l'altezza dello schienale affinchè sia il più comodo possibile.Sarebbe preferibile realizzare schienali mai perfettamente verticali ma sempre con un’inclinazione verso la parte posteriore con un’inclinazione maggiore verso la corrispondenza dei reni (seguendo tipo l’andamento delle curve della spina dorsale un po’ come i sediolini delle automobili).

Altra variabile importante sono i materiali: legno, plastica, metallo, cuoio, pelle, ecopelle, tessuto ma anche materiali riciclati, come il cartone.

APPROFONDISCI: ERGONOMIA DI UNA SEDIA
                                ERGONOMIA PER KIDS


ESERCITAZIONE CLASSI TERZE

Applicando il metodo progettuale di B.Munari

Progettare UNA SEDIA CHE POSSA ESSERE ANCHE UN OGGETTO LUDICO, adatto a bambini compresi in una fascia d’età tra i 3 e i 5 anni;

L’oggetto dovrà essere di materiale economico e/o riciclabile o riciclato.

Dovrà essere composto da pochi pezzi.

Non si possono usare: materiali costosi, viti e bulloni

Elaborati richiesti:
Tavola grafica di schizzi preliminari “concept”
Tavola grafica disegno tecnico, proiezioni ortogonali e assonometria in scale 1/5, quotati.
Modello tridimensionale con proogramma vettoriale
Modello, prototipo con foto in scala 1/1 o 1/2


Giulio Carlo Argan sostiene: “la progettazione è una progressiva visualizzazione dell’idea formale, cioè un progressivo trasporto di essa da uno spazio ipotetico e puramente mentale a uno spazio determinato e concreto”

Il disegno è lo strumento operativo e critico che rende possibile questo percorso.
Come strumento operativo consente al chi progetta di visualizzare e fissare sulla carta i momenti fondamentali di questo processo: dagli schizzi, agli elaborati di progetto, ai disegni esecutivi.

Come strumento di analisi critica consente al progettista di:
a) analizzare la realtà

b) controllare e verificare le proprie idee. 

 

 








martedì 3 aprile 2018

CREATIVITA' IN AZIONE: DAL FOGLIO AL LIBRO MAGICO

OCCORRENTE:
- fogli da disegno lisci o ruvidi
- fogli A4 di carta colorata e grammatura non oltre 80
- schiuma da barba classica
- tempere ad acqua, o acrilici o chine
- pennelli
- stecchini da denti o da spiedino
- teglia grande almeno quanto il foglio
- spatola
- forbici
- colla 
- creativita'

Per prima cosa dobbiamo realizzare la "carta marmorizzata", ovvero una carta su cui vengono "stampati" disegni astratti che possono ricordare le venature del marmo

Un pò di storia
La tecnica della marmorizzazione ebbe origine in Cina nell’VIII secolo e venne importata in Europa alla fine del Cinquecento grazie ai traffici dei mercanti arabi, che crearono così una cerniera fra le due culture.
La carta marmorizzata di Firenze  è realizzata a partire da colori a base di fiele di bue, che con l’ausilio di pennelli vengono gocciolati su un liquido gelatinoso: si tratta di un bagno ottenuto facendo bollire un lichene marino, che permette al colore di galleggiare, impedendogli di sprofondare e dissolversi.Una volta picchiettato sulla superficie e diffusosi a macchia, il colore viene lavorato con dei bastoncini di legno, così da dare forma al disegno. Quando il disegno è completato si appoggia un foglio e s'imprime sulla carta.
Noi usiamo una procedura semplificata dove il supporto di acqua gelatinosa è sostituito dalla schiuma da barba
1. Stendere uno strato di schiuma nella teglia e livellarlo.
2. Far cadere gocce dei colori scelti sulla superficie
3. Prendere lo stecchino e movimentare il colore creando geometrie e motivi decorativi


4. Appoggiare il foglio sopra la schiuma e con movimenti circolari delle dita far aderire tutta la superficie del foglio.
5. Dopo pochi minuti solleva il foglio partendo da un angolo e appoggiare il foglio sul tavolo, con la spatola togliere la schiuma e mettere ad asciugare.

Una volta che abbiamo preparato i nostri fogli marmorizzati possiamo procedere utilizzando i fogli di carta leggera colorati e piegandoli, con la tecnica degli origami creare l'interno del nostro libro magico.

http://www.greenchairpress.com/blog/?p=1968