ORARIO DEFINITIVO 2020/2021

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giovedì 5 marzo 2020

COPRICAPO DI CARTA

QUANTE COSE SI POSSONO FARE CON LA CARTA!

LE PROPRIETA' DELLA CARTA CI PERMETTONO DI TAGLIARLA, PIEGARLA ADDIRITTURA "ARRICCIARLA". LA CARTA SI PUO' COLORARE OD USARE COSI' COME E'.
POSSIAMO ANCHE USARE CARTA RICICLATA, CARTE COLORATE, CARTE DI PACCHETTI REGALO, QUANDO IL REGALO LO ABBIAMO GIA VISTO!

ALLORA LIBERIAMO LA CREATIVITA' E CREIAMO UN MONDO IN TESTA FATTO DI CARTA (ATTENZIONE! NON UN CAPPELLO)











CI SONO TANTI ESEMPI IN RETE, TANTE COSE BELLE, BELLISSIME, ADDIRITTURA OPERE D'ARTE CHE POSSONO SERCIRCI DI ISPIRAZIONE MA OGNUNO DEVE PROGETTARE E REALIZZARE LA SUA!

COSA SERVE??
CARTE VARIE, FORBICI, COLLE VARIE, SCOTCH, CARTONE E CARTONCINI ( PER LA STRUTTURA), TANTA CREATIVITA'

A COSA DEVO STARE ATTENTO???
CHE IL PROGETTO SIA ALLA MIA PORTATA, DEVO REALIZZARLO!
COME COLLEGO LE VARIE PARTI, E' SEMPRE UNA CRITICITA'
CHE SIA ESTETICAMENTE VALIDO!

COME PROCEDO???
GUARDO ESEMPI, MI FACCIO UN'IDEA, FACCIO UNO SCHIZZO, UN DISEGNO E LO AFFINO SEMPRE PIU', CAPISCO IL MATERIALE CHE MI SERVE E ME LO PROCURO E PROCEDO CON LA COSTRUZIONE...SE NON SONO SODDIFATTO NON MI FERMO AL PRIMO RISULTATO, LO MIGLIORO E SE SERVE, CON PAZIENZA, LO RIFACCIO.


ESEMPIO 1

ESEMPIO 2


 









 

 

mercoledì 6 novembre 2019

DISEGNARE CON IL MOUSE

IMMAGINI RASTER E VETTORIALI

L’immagine grafica digitale è un'immagine elaborata tramite il computer, attraverso l'uso di software specifici. La grafica digitale è stata dunque  possibile solo grazie all’invenzione del computer, avvenuta nel XX secolo, prima non esisteva.La grafica digitale si suddivide in:

  • Grafica raster o bitmap;
  • Grafica vettoriale.
Per capire la differenza partiamo da un esempio semplice...disegna una linea con la matita su un foglio.Riesci a veder i punti che la compongono? Guarda meglio...NO!

Facciamo la stessa cosa con una linea disegnata al computer, con PAINT che trovi con facilità in ogni apparecchio. Avvicinati sempre di più alla linea cosa vedi??? 


QUADRATINI! Questi quadratini si chiamano PIXEL

Nella GRAFICA RASTER (detta anche bitmap), l'immagine è composta da una griglia (appunto raster) di pixel. 

Proviamo ad ingrandire la classica emoticon 


Dall'immagine ingrandita si possono vedere benissimo i singoli "quadratini" (punti) di colore  che la compongono, l'utilizzo delle sfumature di colore serve a dare un effetto dimensionale alla stessa.

La grafica raster, chiamata anche bitmap, consiste di “immagini” tipo fotografie, composte da una griglia di puntini piccolissimi, ognuno con colore proprio, chiamati pixel (= picture element)


Con l'ingrandimento dell'immagine (e quindi dei punti che la compongono), la qualità della stessa diminuisce diventando gli stessi punti che la compongono più grandi!

La risoluzione di un’immagine è il numero di pixel che essa contiene in un pollice e si misura in DPI (Dots Per Inch).
Al diminuire della risoluzione diminuisce anche la qualità dell’immagine. Una risoluzione più alta, invece, permette maggiori dettagli e sfumature ma rende l’immagine più pesante.


Le immagini raster possono essere salvate in molti formati ed i più utilizzati  comunque sono i seguenti: 

BMP, JPEG, PNG, GIF, TIFF, TGA, RAW ecc. ecc.

La GRAFICA VETTORIALE consiste di “disegni” fatti da punti, linee e curve descritte come sequenze di punti o per mezzo di formule matematiche, nonché dalle aree delimitate da linee e curve, ogni punto è una coppia di coordinate quindi chiede la memorizzazione di due numeri reali.

SE IO MI AVVICINO AD UN'IMMAGINE VETTORIALE NON VEDO I PIXEL MA LA VEDO SEMPRE BEN DEFINITA!




Le immagini vettoriali sono più indipendenti dalle dimensioni di rappresentazione e in genere occupano meno memoria di quelle raster

I formati di file che possono contenere grafica vettoriale sono molti (dxf, wmf, emf, hpgl... ecc.ecc. solo per citarne alcuni) ma poi si hanno varie applicazioni di questo formato grafico in vari contesti... (animazione, preparazione di effetti in vari settori della grafica, architettura, arredamentom  ecc.ecc.)


lunedì 28 ottobre 2019

SCRIVERE SULLE TAVOLE DA DISEGNO

Le scritte sono una parte importante e necessaria nell'esecuzione di un disegno tecnico (nome, cognome, classe, numero della tavola, scala etc) e devono essere ben leggibili, in STAMPATELLO, con caratteri sempre della stessa altezza e lunghezza ovvero uniformi.
Per raggiungere questo scopo conviene svolgere esercizi che ci aiutino ad essere precisi il più possibile.
Per scrivere sulle tavole uso la matita 2H ed eseguo lettera per lettera con calma, avendo la pazienza di correggermi se sbaglio.

Scrittura Tecnica 2.jpg
IMMAGINE PRESA DA  www.marcotorella.com
Qua sotto un video fatto dal professore Lorenzo Bocca che ben insegna come procedere ed esercitarsi per avere una corretta scrittura. 

VIDEO TUTORIAL PER SCRIVERE BENE!


Attento! Quando scrivi prova a riflettere sull'ordine e la direzione che stai utilizzando per fare ogni lettera...qua di seguito un esempio che potresti provare a seguire

domenica 20 ottobre 2019

PADLET, LA NOSTRA LAVAGNA VIRTUALE



QUA SOTTO TROVATE I COLLEGAMENTI ALLA LAVAGNA DELLA VOSTRA CLASSE

CLASSE 1G

CLASSE 1B


classe 2D

CLASSE 3E

CLASSE 3F

CLASSE 3D

CLASSE 3G
Padlet è il modo più semplice per creare e collaborare al ...
Padlet da qualunque dispositivo (PC, tablet, smartphone), per consultare e scambiare lezioni, video, approfondimenti e condividere con tutta la classe idee e suggerimenti interessanti. 

giovedì 25 aprile 2019

ORIGAMI CHE PASSIONE!


L'Origami è la parola giapponese che indica il "piegare la carta"- Con l'origami non si impara solo a piegare la carta ma si libera anche la propria creatività, la manualità fine, la matematica...

Vi segnalo INTERESSANTE BLOG dove potrete trovare tante idee stimolanti!

Immagine correlata

giovedì 28 febbraio 2019

UN PORTAPENNE DA SCRIVANIA ( esercitazione classi terze)

ESERCITAZIONE CLASSI TERZE 2018-2019

Applicando il metodo progettuale di B.Munari 

Progettare UN PORTAPENNE DA SCRIVANIA


definizione:

portapenne

Risultato del dizionario per portapenne

/por·ta·pén·ne/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Asticciola a un'estremità della quale si fissava il pennino per scrivere.
  2. 2.
    L'astuccio contenente l'occorrente per scrivere; anche come agg..

    "astuccio p."
    • Vaschetta o contenitore di forma varia, che si tiene sulla scrivania per riporvi penne e matite.


L’oggetto dovrà essere composto da pochi elementi

Non si possono utilizzare materiali costosi per la realizzazione del prototipo.

Si deve considerare la necessità di stampare il prototipo con la stampante 3D


Elaborati richiesti:

1) Tavola grafica di schizzi preliminari “concept”

2) Tavola grafica disegno tecnico, proiezioni ortogonali e assonometria in scale 1:1 o 1:2, quotati.

3) Modello tridimensionale con programma vettoriale e stampa 3D in scala 1:2

4) Modello, prototipo in scala 1:1  

5) Packaging 

6) relazione finale



Giulio Carlo Argan sostiene: “la progettazione è una progressiva visualizzazione dell’idea formale, cioè un progressivo trasporto di essa da uno spazio ipotetico e puramente mentale a uno spazio determinato e concreto”

Il disegno è lo strumento operativo e critico che rende possibile questo percorso.
Come strumento operativo consente al chi progetta di visualizzare e fissare sulla carta i momenti fondamentali di questo processo: dagli schizzi, agli elaborati di progetto, ai disegni esecutivi.

Come strumento di analisi critica consente al progettista di:
a) analizzare la realtà

b) controllare e verificare le proprie idee. 

domenica 24 febbraio 2019

CHI CERCA TROVA!

Quando devi fare una ricerca guardi il foglio bianco spaventato:  "Da dove inizio?" "Passerò tutto il tempo a cercare informazioni e non riuscirò a far niente di buono?".  "Come faccio a mettere insieme i pezzi?". 

Bisogna solo avere metodo!

Ricorda che la ricerca classica tra pagine di libri e riviste non è da considerarsi antiquata, anzi! Il web, infatti, anche se facile e veloce da consultare non è esaustivo e, spesso, le informazioni che si trovano sono imprecise se non addirittura scorrette.
Allora potete usare l’enciclopedia o le riviste che avete a casa, i libri delle biblioteche comunali o quelle della vostra scuola. In biblioteca avrete anche molti vantaggi: consultare liberamente e gratuitamente testi e riviste specializzate o materiale fotografico e video. E potrete prendere in prestito alcuni libri per qualche giorno.
RICERCA IN RETE, CONSIGLI UTILI!

lunedì 14 gennaio 2019

ZINE: EDITORIA AUTOPRODOTTA (classi seconde a.s. 2018-19)

"A small magazine that is produced cheaply by one person or a smallgroup of people, and is about a subject they are interested in"

Partendo da un foglio di carta formato A4 oppure A3, debitamente piegato e con un unico taglio, si ottiene un piccola rivista (maga-zine) di 8 pagine, nella sua versione più semplice, che può essere riprodotta in molte copie utilizzando la macchina fotocopiatrice.
Lo Zine può essere anche una copia unica, nel caso lo utilizzi come idea per un biglietto d'auguri. 

Come si realizza??
Alcuni suggerimenti ...

SCHEMA http://www.puramentesally.com/2017/08/come-fare-uno-zine/

Qua si seguito il link ad un software per la creazione di e-zine, ovvero magazine virtuali in rete, è gratuito e molto utile per poter fare delle prove FLIPSNACK





sabato 20 ottobre 2018

DALLE ROSE NELL'INSALATA ALLE TEXTURE

"Rose nell'insalata" è un libro di Bruno munari, in cui lui gioca con gli ortaggi, tagliandoli a metà e immergendoli nel colore: è così che dall'insalata nascono le rose, dai cavoli gli alberi e dai pomodori i fiori.
Noi abbiamo seguito le istruzioni di Munari e realizzato le nostre composizioni!
Poi ci siamo divisi in gruppi ed abbiamo scelto le forme più interessanti e composto una "serie" e con questa serie definito una matrice e la regola di ripetizione per definire una texture.




 


venerdì 5 ottobre 2018

REALIZZANDO UN SEGNANOME (classi 1F, 1G)

Come realizzare un segnanome personalizzato per far imparare i nomi della classe ai professori.
Occorrente:

- foglio formato 24x33 F2 oppure F4, liscio
- foglio per realizzare schizzi dell'idea
- colla stick
- lapis HB o 2H
- gomma
- forbici
- matite colorate
- pennarelli
- righello
- squadra
- creatività!

Procedimento:

- piegare il foglio a metà, riaprirlo e poi piegarlo di nuovo in quattro parti uguali;

- stendere il foglio sul banco e prendere in considerazione le due
 parti centrali; 

- usare l'altro foglio per disegnare l'idea per rappresentare il proprio nome, considerando lo spazio a disposizione, scegliere il carattere ed i dettagli; 

- eseguire a lapis quanto pensato sul foglio bianco;

- colorare e decorare tutto!

- procedere tagliando la parte che deve diventare 
" tridimensionale" facendo attenzione a non ritagliarla del tutto;

- sovrapporre le due parti agli estremi incollandole l'una sull'altra in modo da realizzare la base del segnanome;

- mettere il segnanome sul banco e 
VEDERE L'EFFETTO CHE FA!  

mercoledì 25 aprile 2018

LE MATERIE PLASTICHE (CLASSI PRIME)

In antichità gli uomini modellavano materiali come argilla e creta per ottenere degli oggetti rigidi ad uso domestico o con un valore estetico. Un materiale è plastico, quando mantiene la forma che gli viene impressa.  In Natura , creta e argilla a parte, esistono tanti materiali plastici, dalla cera all'ambra, alla gomma arabica. Adesso quello che chiamiamo Plastica è un materiale colorato, leggero e senza il quale adesso non riusciremmo ad immaginare la nostra vita. Ma quando è nata la plastica?
Attorno al 1860, il gioco del biliardo era diventato una vera e propria moda. Le palline erano fatte d'avorio, materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti e la cui produzione costava tantissimo e si uccidevano dei poveri elefanti. Così nel 1863, una fabbrica di New York offrì 10mila dollari a chi avesse inventato un materiale economico per sostituire l'avorio. 
Nel 1869, il tipografo John Hyat inventò la celluloide il materiale usato, da allora in poi, per creare pettini, dentiere, manici di spazzole e tanti altri oggetti comuni. 
La celluloide è stata la prima sostanza plastica artificiale ed è fatta di canfora (una cera che si trova in natura) azoto e cellulosa. Con la celluloide si fanno anche le pellicole per i film.
Per ottenere la prima plastica sintetica, ossia ottenuta senza usare sostanze naturali (come nella celluloide, vedi sopra), bisogna aspettare il 1909. 
Il chimico belga-americano Leo Baekeland riuscì a creare la bachelite, una sostanza composta da fenolo e formaldeide che si modellava con il calore e che, una volta raffreddata, non poteva più cambiare forma, neanche riscaldandola nuovamente. Si trattava della prima plastica termoindurente (che cioè diventa dura con il calore). Oggi è ancora usata oggi in vari oggetti: dai manici delle pentole agli interruttori, fino ai componenti delle auto.
Bisogna però aspettare fino  agli  anni '30 per arrivare all'invenzione del plexiglass, che imita il vetro e fu inventato nei laboratori tedeschi, deriva dal petrolio e, in seguito alla sua invenzione, arrivarono due altri tipi di plastica di successo: il PVC e il poliuretano. 

Nel 1933 in Inghilterra si inventa il polietilene (hai presente la "pellicola" per proteggere i cibi?). 
Nel 1938 in America nasce il nylon, la fibra sintetica usata per i tessuti e finalmente non c'è più bisogno di usare reggi calzini e reggi calze.


Nel 1954 l'italiano Giulio Natta inventa il "moplen", la plastica ancora oggi usata per vasche e vaschette, anche alimentari. Per questa invenzione, nel 1963 Natta ha ricevuto il premio Nobel.




Approfondisci guardando il video " La nascita della plastica"

domenica 15 aprile 2018

PROGETTARE UNA SEDIA (per esercitazione classi terze)


Cosa è una sedia? Possiamo definirla come  un piano di appoggio, per il corpo umano, che viene sostenuto da gambe o piedi e che può avere o non un sostegno per le braccia e per la schiena.
Nei secoli la sedia si è sempre più evoluta  nel rispetto del corpo umano per confort e salute grazie allo studio dell'ergonomia che tiene in considerazione l'antropometria e gli studi delle misure del corpo umano dell'iomo e della donna e delle diverse fasi di crescita. 
Inoltre, ha assunto un ruolo importantissimo nella storia dell'uomo  come simbolo legato al potere .

I primi esempi di quelle che potremmo definire le “antenate” della sedia moderna sono stati trovati in Egitto presso una tomba della Valle dei Re o raffigurate nei più antichi monumenti di Ninive, capitale dell’Assiria. Si trattava, nel caso degli egizi, di sedili realizzati con materiali pregiati tipo ebano e avorio e decorati ai piedi con raffigurazioni di animali o schiavi. Strutture molto decorate.
Per individuarne un USO COMUNE però, dobbiamo riferirci al Rinascimento, perché solo ad iniziare da questo periodo ci sono pervenute testimonianze in tal senso. Precedentemente, per il POPOLO, abbiamo testimonianze nell'uso di casse, banchi, sgabelli ed addirittura di semplici posture su pavimenti o stuoie nei paesi d'Oriente, la sedia era privilegio di pochi eletti. In Europa agli inizi del quattrocento: era caratterizzata da quattro gambe incrociate, uno schienale intagliato e una base per la seduta. Si trattava di una struttura probabilmente derivante dalla fusione della sedia romana 'Sella Curulis' e della sedia da campo araba, dunque un incontro di due lontane civiltà. 

Progettare una sedia  comporta molta cura nella progettazione e  attenzione a vari requisiti, per far sì che sia il più utile possibili quindi comoda, oltre che bella.

I numeri da conoscere per la realizzazione di una buona sedia sono altezza della seduta, che deve essere funzionale anche all'altezza del tavolo con il quale utilizzare la sedia, e la sua larghezza;  l'altezza dello schienale affinchè sia il più comodo possibile.Sarebbe preferibile realizzare schienali mai perfettamente verticali ma sempre con un’inclinazione verso la parte posteriore con un’inclinazione maggiore verso la corrispondenza dei reni (seguendo tipo l’andamento delle curve della spina dorsale un po’ come i sediolini delle automobili).

Altra variabile importante sono i materiali: legno, plastica, metallo, cuoio, pelle, ecopelle, tessuto ma anche materiali riciclati, come il cartone.

APPROFONDISCI: ERGONOMIA DI UNA SEDIA
                                ERGONOMIA PER KIDS


ESERCITAZIONE CLASSI TERZE

Applicando il metodo progettuale di B.Munari

Progettare UNA SEDIA CHE POSSA ESSERE ANCHE UN OGGETTO LUDICO, adatto a bambini compresi in una fascia d’età tra i 3 e i 5 anni;

L’oggetto dovrà essere di materiale economico e/o riciclabile o riciclato.

Dovrà essere composto da pochi pezzi.

Non si possono usare: materiali costosi, viti e bulloni

Elaborati richiesti:
Tavola grafica di schizzi preliminari “concept”
Tavola grafica disegno tecnico, proiezioni ortogonali e assonometria in scale 1/5, quotati.
Modello tridimensionale con proogramma vettoriale
Modello, prototipo con foto in scala 1/1 o 1/2


Giulio Carlo Argan sostiene: “la progettazione è una progressiva visualizzazione dell’idea formale, cioè un progressivo trasporto di essa da uno spazio ipotetico e puramente mentale a uno spazio determinato e concreto”

Il disegno è lo strumento operativo e critico che rende possibile questo percorso.
Come strumento operativo consente al chi progetta di visualizzare e fissare sulla carta i momenti fondamentali di questo processo: dagli schizzi, agli elaborati di progetto, ai disegni esecutivi.

Come strumento di analisi critica consente al progettista di:
a) analizzare la realtà

b) controllare e verificare le proprie idee.