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Carta
della Centuriazione tratta da:Archivio
Storico Pratese, Mario
Lopes Pegna,
Le origini di Prato e della Sua industria laniera,1960.
Fasc.1
Nel
territorio a nord di Prato sono stati trovati resti che testimoniano
la presenza dell'uomo fin da oltre 40 mila anni fa, alle pendici del Monferrato.
Nel
VII secolo a.C. gli Etruschi giunsero in questa zona e numerosi resti
di sepolcri, vasellame, gioielli testimoniano la loro presenza; di
grande importanza sono il tumulo di Comeana
e Gonfienti.Clicca e osserva questa carta che mostra lo sviluppo di Prato
A
metà dell I°secolo a.C. i Romani si imposero sugli Etruschi e,
stabilitisi nella zona militare di Florentia, iniziarono una grande
opera di bonifica della pianura pratese, procedendo con la
centuriazione del territorio come dimostrano importanti tracce nella
rete viaria e nei nomi di alcune strade. Inoltre non lontano dal Bisenzio passava la via Cassia .In questo periodo nell'area
dove si trova adesso Piazza del Duomo si trovava “Pagus Cornius”,
un centro politico e religioso che riuscì a sopravvivere in parte,
anche alla guerra Goto Bizantina del VI secolo d.C. per poi
mischiarsi con le popolazioni Longobarde che un secolo più tardi
occuparono l'area.
Sempre
in epoca romana nell'area incentrata sulla odierna piazza del Duomo
si formò il "Pagus Cornius", un centro politico, religioso
e commerciale.
La
guerra goto-bizantina del VI secolo dopo Cristo provocò la
distruzione di questo abitato ma non ne disperse la popolazione, che
nell'ottocento circa tornò, si mescolò con le popolazioni
longobarde, che nel frattempo erano giunte nella zona e ne iniziò la
ricostruzione. E' da questo primo Borgo al Cornio, nome dovuto alla
presenza di alberi di corniolo, che si sviluppo la città di Prato. Questo Borgo era sotto l'autorità del Vescovo si Pistoia, come dimostra un documento dell'anno 994.
Questo
piccolo centro divenne sempre più florido e costruì delle mura, in
muratura e legno, per difendere le chiese, il battistero e le
"corti"che amministravano la campagna.
Fuori
dalle mura si sviluppò, in una zona con un grande prato, un altro
quartiere dove si teneva il mercato e si fermavano le milizie. Si
trovava qua un castello che nella metà del IX secolo divenne la
residenza del conte Ildebrando, il cui figlio Alberto fu il primo
della dinastia della famiglia feudale degli Alberti. UN documento del 1028 testimonia l'esistenza del " Castello di Prato", da non confondere con il castello dell'Imperatore. Questo nuovo
quartiere prese il nome di Pratum , crebbe d'importanza fino ad
inglobare Borgo al Cornio.
Così
alla fine del XI secolo gli Alberti diventarono conti di Prato.
Questo nuovo centro abitato fu circondato a scopo difensivo da fossati e steccati il cui ricordo lo troviamo ancora oggi nel nome di via del Serraglio perchè con questo nome si indicava lo steccato. Immagini da "Palazzo PRETORIO" |
ORARIO DEFINITIVO 2020/2021
ORARIO DEFINITIVO 2020/2021
domenica 5 novembre 2017
PRATO E LA SUA STORIA
domenica 29 ottobre 2017
PROIEZIONI ORTOGONALI
Lo stesso oggetto, viene "proiettato" da tre punti di vista differenti ortogonalmente (perpendicolarmente) a tre diversi piani, ottenendo così tre diverse viste, una dall’alto (P.O.) chiamata pianta, una frontale (P.V.) chiamata prospetto e una laterale (P.L.) chiamata profilo.
E’ una tecnica di disegno nata nelle seconda metà del 1700 ad opera di Gaspard Monge, studioso francese che teorizzò questo sistema rappresentativo per scopi militari.
Le proiezioni ortogonali permettono di avere una visualizzazione chiara e intuitiva dell’oggetto da rappresentare, ma anche le sue dimensioni.
guarda anche:https://www.youtube.com/watch?v=8lds5_CuWiY
giovedì 19 ottobre 2017
LA MATITA, STORIA E PRODUZIONE (CLASSE 1F a.s.2017/18)
STORIA DELLA MATITA
Gli egizi, i greci ed i romani per
tracciare linee sui fogli di papiro, prima ancora di scoprire il
pennello e l'inchiostro, usavano dischetti di piombo.
Nel 300 d.C. gli artisti europei
usavano bastoncini di piombo, di zinco o argento per tracciare
disegni di colore grigio chiaro. Il vocabolo matit deriva dal latino
“ lapis haematites” che significa pietra di ematite. Dal XVI
secolo la matita possiede una mina in grafite (dal greco grafein,
scrivere), che è il cuore del funzionamento di questo oggetto
tecnologico che risponde al “bisogno” di lasciare una traccia su
un foglio di carta per scrivere o disegnare. Una miniera di grafite
venne scoperta in Inghilterra intorno alla metà del 1500, si usavano bastoncini di carbone o ematite ricoperti di
stoffa.
Leonardo da Vinci per fare i suoi
quadri, come la Gioconda, faceva la brutta copia e poi seguendo i
lineamenti eseguiva dei piccoli buchi sul foglio attraverso i quali
faceva passare la polvere di grafite che lasciava traccia sulla tela.
Verso la fine del 1700 il francese
Contè mise in commercio le prime matite prodotte in serie dove alla
grafite si aggiungevano altre sostanze per migliorare il tratto e la
durata.
COME E' FATTA UNA MATITA?
Proprio il francese Contè inventò il
procedimento che ancora oggi viene utilizzato.
La mina della matita è dunque fatta di
argilla e grafite impastate e cotte ad alta temperatura, in modo da
ottenere mine di diversa durezza. La mina delle matite colorate
contiene anche cera, pigmenti colorati e non vengono cotte.
Per il corpo esterno della matita serve
un legno abbastanza tenero per appuntarla ma resistente da non
piegarsi. La fabbrica tedesca Staedler usa il cedro della California.
Le tavolette di legno passano sotto una
lama circolare che scava solchi, il canale centrale che deve
contenere la mina. Il macchinario successivo riempie i solchi di
colla elastica che serve a proteggere la mina, minimizzando il
rischio di rottura.
Nella scanalatura con la colla viene
poi posta la mina. Le tavolette tagliate nell'altro nastro
trasportatore vengono capovolte, fatte scivolare su un applicatore di
colla e poi poste sulle tavolette con la mina. Questo sandwich di
legno/mina/legno viene pressato per circa un'ora, dando il tempo alla
colla di asciugare e poi viene tagliato in tante parti, che sono le
matite, dando la forma esagonale ad ognuna con delle lame. A questo
punto le matite si separano.
Viene fatto un controllo a campione
prelevando alcune matite e temperandole manualmente per verificare la
durezza della mina.Poi le matite passano in un macchinario che si
chiama laccatrice per coprire perfettamente il legno di vernice. Sono
vari gli strati di laccatura e l'ultimo copre le matite di uno strato
trasparente.
mercoledì 11 ottobre 2017
DATEMI UN PUNTO D'APPOGGIO E VI SOLLEVERO' IL MONDO (Archimede)
La parola “macchina”
può far pensare a complicate strutture, ma in realtà “macchina” è ogni strumento in grado di facilitare il lavoro dell’uomo.
Osservando le
imponenti costruzioni edificate nell’antichità, quali le piramidi o i templi,
ci chiediamo come l’uomo abbia potuto realizzare simili costruzioni senza
l’aiuto dei moderni macchinari. In realtà già l’uomo primitivo si accorse di
poter sollevare con meno fatica un grosso peso, servendosi semplicemente di un
bastone e delle sue mani, nacque così la leva.

http://www.aiutodislessia.net

I SOLIDI
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| http://www.aiutodislessia.net |
I solidi, a differenza delle figure piane,
occupano lo spazio anche in altezza o in profondità; hanno quindi tre
dimensioni (larghezza, lunghezza e altezza): sono tridimensionali. Essi si dividono in due grandi gruppi: quelli le cui facce sono poligoni, superfici piane (poliedri) e quelli definiti da superfici curve (non poliedri)I SOLIDI - VIDEO REALIZZATO DA UNO STUDENTE
venerdì 6 ottobre 2017
PAPER TOY, dal foglio al 3D
I paper toy sono dei giocattoli di carta, come dice la parola stessa. Su un foglio, quindi una superficie bidimensionale, vengono disegnate delle sagome che vanno poi ritagliate, e piegandole e incollandole tra loro si creano delle figure in 3D che possono essere usate per giocare o come soprammobile. Possiamo trovarne di facili e di difficili da costruire, possiamo inventarne noi di nuove, così come ce ne sono alcune gratuite sul web !
20 migliori siti per paper toy!
20 migliori siti per paper toy!
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| PAPER TOY CLASSI SECONDE A.S. 2017/2018 |
giovedì 5 ottobre 2017
BISOGNI, SOGNI E SOLUZIONI ALTERNATIVE
La superficie terrestre è per la maggior parte sommersa da acqua
così gli architetti hanno iniziato ad ipotizzare che potesse essere
l'acqua stessa il luogo dove costruire nuovi spazi abitativi per
risolvere il sovraffollamento delle città, sempre nel rispetto
dell'equilibrio biologico del pianeta.
martedì 3 ottobre 2017
VADO A SCUOLA
Non in tutto il mondo andare a scuola è semplice.
Dalle savane sterminate del Kenya, ai sentieri tortuosi delle montagne dell'Atlante in Marocco, dal caldo soffocante del sud dell'India, ai vertiginosi altopiani della Patagonia, i quattro eroici protagonisti di Vado a scuola, Jackson, Zahira, Samuel e Carlos, sanno che la loro sopravvivenza dipenderà dalla conoscenza e dall'istruzione scolastica.
Vado a scuola - guarda il Trailer del film!
Dalle savane sterminate del Kenya, ai sentieri tortuosi delle montagne dell'Atlante in Marocco, dal caldo soffocante del sud dell'India, ai vertiginosi altopiani della Patagonia, i quattro eroici protagonisti di Vado a scuola, Jackson, Zahira, Samuel e Carlos, sanno che la loro sopravvivenza dipenderà dalla conoscenza e dall'istruzione scolastica.
Vado a scuola - guarda il Trailer del film!
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